NUCLEARE: UNICA ALTERNATIVA?
Dopo la tragedia seguita al terremoto-tsunami dell’11 marzo nel Sol Levante, nuovi dubbi sorgono sulla sicurezza delle centrali nucleari in tutto il mondo.
Era il 1905 quando Albert Einstain ebbe l’intuizione che dal nucleo dell’atomo si potesse ricavare dell’energia. Da allora si diffusero in tutto il mondo centrali nucleari che mettevano in atto due procedimenti principali: la fusione (unione di nuclei leggeri) o la fissione (rottura di un nucleo pesante). Essa sembrava, e tutt’ora appare agli occhi di esperti e non, l’alternativa migliore alle risorse energetiche più diffuse, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo ed economico. Sorgono però problemi riguardanti il secondo fattore. Purtroppo, la generazione di energia nucleare crea come inevitabile scarto la produzione di scorie radioattive che vanno “seppellite” in specifici modi e luoghi. In condizioni normali il tutto avviene in maniera sicura; l’inconveniente sorge sia in prospettive geologiche future e sia di fronte a cause di forza maggiore (terremoto, tornado, tsunami, ecc), delle quali non possono essere previste né il quando né il come possano manifestarsi. Già in passato abbiamo assistito ai danni provocati dallo scoppio della centrale nucleare di Chernobyl (1986) e dai danni subiti a causa di un terremoto che colpì la zona vicina alla centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa (Giappone, 2007). Le conseguenze delle radiazioni sono terribili: basti pensare al sopracitato disastro di Chernobyl fino ad arrivare a quello che è accaduto due settimane fa in Giappone per capire che insediamenti del genere possono riservare eventi davvero spiacevoli. Nel 1986 ci furono morti, feriti e rimasero danneggiati per anni terreni infine inutilizzabili. L’11 marzo un terremoto, di quasi nono grado della scala Richter, ha colpito la parte nord-orientale della più grande isola del Giappone (Honshu). Questo forte movimento della terra ha generato uno tsunami che, come una coperta distruttiva e mortale, ha spazzato via tutto e tutti. Più di ventiseimila tra morti e dispersi e un paese distrutto sia in senso materiale che morale. Lo scoppio del reattore 4 della centrale nucleare Fukushima-Daiichi ha creato conseguenze dannose: vi è tutt’ora uno stato d’allerta per gli abitanti del luogo e non solo (sono state previste e si prevedono addirittura nubi radioattive in Italia). Sono stati effettuati da subito controlli inerenti alla quantità di radiazioni presenti nel corpo di diverse persone direttamente esposte ad esse e sono stati eseguiti accertamenti nell’aria e nell’acqua. In queste ultime, le analisi hanno dimostrato la cospicua presenza di iodio radioattivo. Si è cercato immediatamente di porre rimedio alla catastrofe e, addirittura, il portavoce del governo giapponese ha dichiarato che è loro intenzione seppellire con colate di cemento tutti e sei i reattori della centrale di Fukushima-Daiichi e si sta cercando, inoltre, di regolamentare i reattori sparsi in tutta la nazione affinché possano essere evitati disastri futuri. Il Giappone, esattamente come molti altri Paesi nel mondo, ha sempre sostenuto la creazione di centrali nucleari volte alla produzione di energia. Oggi, alla luce di questa tragedia, tutto il globo ricorderà questo terribile e imprevedibile disastro. Con la speranza che tutte le nazioni possano prendere le giuste decisioni e i giusti provvedimenti nei confronti del nucleare (con particolare riferimento all’Italia), ricordiamo che esistono delle alternative sulle quali si potrebbe investire per un futuro sempre pieno d’ “energia” (idroelettrica, solare, geotermica, eolica, ecc). Ora abbiamo davanti a noi un Giappone che, in brevissimo tempo, ha già dimostrato quanto sia determinato a voler ricostruire tutto ciò che il terremoto e lo tsunami hanno senza remora portato via, perciò concludo riprendendo una proposta del giornalista Giorgio Vecchiato, il quale, alla luce della ricostruzione in soli sei giorni di un tratto d’autostrada che si trova non lontano dalla centrale nucleare danneggiata, ha proposto di fare la “Salerno-Tokyio-Reggio Calabria”! Pienamente d’accordo!
Francesca Robertiello





Pauranka è un magazine dell’Associazione Mani e Piedi di Scurcola Marsicana, nato principalmente con lo scopo di informare su tutto quello che succede nel mondo delle associazioni della Marsica. Successivamente i nostri orizzonti si sono allargati verso altre tematiche, così ci siamo avvalsi di varie collaborazioni esterne al territorio regionale.
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Alexandros_bor Says:
Spero che questi ultimi eventi possano realmente far riflettere, Abbiamo bisogno di energia realmente pulita ed il nucleare non è assolutamente classificata come pulita. In italia le centrali nucleari sarebbero realmente una bomba ad orologeria…Prevenire è meglio che curare.
Complimenti per il sito e per l’articolo.
Alexandros
Posted on aprile 1st, 2011 at 15:55