Dal 26 dicembre al 2 gennaio si è tenuta ad Avezzano la mostra di giovani artisti contemporanei LOCALIZED::LOCALIZZATI. Localizzati come i quattro giovani artisti coinvolti, che hanno radici nel territorio, ma anche nel senso di individuati, scovati.
I curatori della mostra, Fabiola Palladoro e Luigi Stornelli, offrono mandarini e vino alle persone che entrano nella sala. <<I mandarini sono prodotti stagionali, una sorta di omaggio offerto ai visitatori in ricordo della mostra>> specificano i curatori. Una offerta gratuita, così come gratuita è l’offerta di una esperienza di arte contemporanea in una città in cui non si ha spesso occasione di vederne degli esempi. Abbiamo intervistato i giovani curatori il giorno in cui si concludeva questa esperienza e abbiamo chiesto loro cosa pensassero dell’affluenza e del gradimento da parte dei cittadini: <<Siamo molto soddisfatti del risultato, la gente ha mostrato molto interesse per l’iniziativa, facendoci capire che c’è di fondo una certa esigenza di fruire di esperienze di questo tipo.
Nonostante alcuni siano rimasti sorpresi nel vedere mandarini tra le opere, scambiando la sala espositiva per un nuovo “fruttivendolo”, la maggior parte dei visitatori ha apprezzato l’iniziativa e compreso quanto si voleva comunicare. Abbiamo scelto appositamente per l’occasione, infatti, di proporci con un linguaggio semplice e immediato, accessibile a tutti>>. <<Anche la scelta del luogo in cui allestire la mostra non è casuale, l’ambiente si presentava adatto sia per dimensioni che per illuminazione. Inoltre, il fatto che si trattasse di un punto di raccoglimento di cabine telefoniche, richiama l’idea di comunicazione… e cos’è l’arte se non comunicazione pura? Abbiamo voluto anche lasciare in evidenza, per questo motivo, i segni della sua precedente funzione, come i cavi del telefono…>>
Dopo aver parlato con i curatori, noi della redazione di Pauranka, abbiamo osservato con calma le opere d’arte. Abbiamo apprezzato le atmosfere fiabesche dai toni dark e tormentati dei quadri di Marinella Sorge; abbiamo studiato con attenzione i dettagli e la pittura lineare, nonché i richiami alla cultura pop, delle opere di Ester Grossi; passando di fronte alle fotografie di Gianfranco Fortuna, ci siamo immersi nelle realtà urbane, fissando il nostro sguardo dapprima sui particolari a colori per poi passare all’insieme dell’inquadratura; infine abbiamo ammirato i lavori di Alleg, artista che normalmente predilige i murales, ma che per l’occasione ha esposto alcuni suoi disegni carichi di significati simbolici, dalle forme espressive e dense di significato.
Alla mostra erano presenti le due artiste che hanno partecipato: Marinella Sorge ed Ester Grossi, così abbiamo potuto raccogliere le loro impressioni sull’evento. Le due ragazze si dimostrano molto soddisfatte di come siano state valorizzate le loro opere e confermano la difficoltà dei giovani artisti marsicani di emergere nell’ambiente locale. Raramente si ha occasione di ottenere visibilità e apprezzamento nella loro terra natia. Si è, in pratica, costretti a lavorare attraverso internet o in altre città, italiane ed estere.
I percorsi di questi quattro artisti, seppure differenti per formazione e interessi, hanno comunque tutti lo stesso punto di partenza: Avezzano. Questo elemento unisce le loro personalità ed è stato senz’altro importante per i risultati raggiunti oggi, in quanto parte del loro vissuto, riportato, volontariamente o meno, nella loro arte.
Noi speriamo che tutto ciò possa essere di incoraggiamento per i tanti giovani artisti emergenti della Marsica. Vorremmo che iniziative di questo genere si ripetessero più spesso, mettendo in luce quel fermento che in Abruzzo c’è, ma che sembra nascosto, poco visibile. Ci auguriamo che Fabiola Palladoro e Luigi Stornelli (ed altri che, come loro, vorranno proporre iniziative di questo tipo) continuino a “localizzare” l’arte nascosta nei dintorni e a portarla allo scoperto, come hanno fatto in occasione di questa mostra.
Maura Iozzi